G.M.T. Spa sostiene la crescita occupazionale

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Nell’ultimo numero di ‘Raccolte’ avevamo già parlato del nostro partner G.M.T. e di come è riuscita tramite Coltivatori di Emozioni a entrare in contatto con la storia e la cultura millenaria degli olivi molisani, adottando la piccola azienda agricola Benoni&Memma.

L’azienda trova nei valori della sostenibilità ambientale delle grandi soddisfazioni da tempo: è infatti attiva nello scenario nazionale per l’utilizzo sostenibile dell’energia al fine di ridurre i consumi energetici e concorrere al raggiungimento degli obiettivi previsti dal Pacchetto Europeo Clima-Energia 2020.

Avevamo promesso che avremmo continuato a parlare di loro e del loro legame con la realtà agricola molisana adottata, che abbiamo consolidato non solo attraverso la ricezione dei prodotti e frutti eccezionali del territorio, ma anche attraverso un’altra (e altrettanto importante) forma di sostegno territoriale: la donazione di ore di lavoro.

Il sostegno attraverso la donazione di ore di lavoro

Stefano Benoni, titolare dell’azienda agricola Benoni&Memma, mostra con orgoglio il certificato di donazione che ha ricevuto da G.M.T. tramite Coltivatori di Emozioni

Infatti il sostegno che G.M.T. ha fornito all’azienda agricola Benoni&Memma è anche di tipo occupazionale, permettendo ad una piccola realtà molisana di portare a termine le attività necessarie alla coltivazione, come la raccolta delle olive.

Spesso accade che le piccole aziende agricole non abbiano abbastanza forza lavoro per portare a compimento la coltivazione dei loro prodotti, abbandonando così dei terreni che altrimenti darebbero alla luce prodotti di qualità e pregio delle tradizioni italiane e regionali.

Noi Coltivatori di Emozioni vogliamo scongiurare questo pericolo, così facciamo in modo che un’azienda sostenibile come G.M.T. possa proteggere un territorio e sostenere una piccola realtà a conduzione familiare con il lavoro.

Perché i nostri partner sanno che il nostro patrimonio più grande deve essere protetto!

Martina Ciabatti

Coltivatori di Emozioni

La vigna di ST Etna Valley

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L’azienda ST Etna Valley e la sua vocazione ambientale

L’azienda StMicroelectronics è un’azienda italo-francese, conosciuta per la produzione di componenti elettronici a semiconduttore. Le sedi di StMicroelectronics sono molte, e noi Coltivatori di Emozioni siamo entrati in contatto con l’organizzazione che cura il benessere dei propri dipendenti, nel meraviglioso territorio catanese: St Etna Valley. 

L’azienda ha una particolare vocazione ambientale, essendo da sempre impegnata a promuovere la mobilità sostenibile e la realizzazione di spazi e strumenti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili, come il parcheggio fotovoltaico coperto realizzato a Catania. Il presidente del CRAL St Etna Valley, Davide Gangi, si propone come impegno primario quello di salvaguardare e valorizzare il proprio territorio.

E’ quindi naturale che i valori che trasmettiamo noi Coltivatori di Emozioni si siano sposati perfettamente con quelli di quest’azienda, che tramite il nostro aiuto ha adottato le vigne appartenenti alla loro adorata terra… i vigneti appartengono alla Cantina Di Prima.

L’adozione di ST Etna Valley a Sambuca di Sicilia

Il certificato di adozione di St Etna Valley che risiede nella vigna di Sambuca di Sicilia della Cantina di Prima

St Etna Valley, grazie a noi, ha reso il suo Natale più unico e sostenibile! E lo ha reso tale anche per i suoi dipendenti, che hanno ricevuto in occasione delle festività un cofanetto di Coltivatori di Emozioni con all’interno i prodotti dell’azienda agricola che ST Etna Valley ha deciso di sostenere per loro.

St Etna Valley ha così regalato molto più di una semplice bottiglia di vino: ha donato la tradizione della terra.

Infatti, Coltivatori di Emozioni dà modo alle aziende responsabili di esprimere il loro impegno sociale a favore del nostro territorio anche tramite l’acquisto dei prodotti della coltura adottata, e di condividerli insieme ai suoi clienti e ai suoi collaboratori in occasione di convegni, conferenze o festività, come questo Natale.

Martina Ciabatti

Coltivatori di Emozioni

Gli acini di Sambuca dell’azienda Di Prima

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Siamo a Sambuca di Sicilia, uno dei borghi più belli d’italia. Un angolo di paradiso nel quale la storia è raccontata dalle testimonianze materiali del periodo arabo, normanno, barocco e borbonico. L’economia della zona è principalmente a carattere agricolo-pastorale e il vino è la principale risorsa dell’economia locale. 

Un territorio che gode di un clima favorevole per la maturazione delle uve che risente della brezza marina senza essere estremamente arido.

L’azienda agricola Di Prima Vini

Qui, tra i ruderi storici immersi nel verde, dimora l’Azienda Agricola Di Prima che si estende in tre suggestive zone: Pepita Roccarossa, Arancio e Batia.

Dalla fine dell’ottocento, la famiglia Di Prima coltiva l’uva naturalmente e nel 1999 Gaspare fonda l’Azienda Agricola che ancora oggi porta avanti questa tradizione biologica: la loro è una famiglia che crede nel recupero della tradizione, accompagnandola con innovazione e spirito di iniziativa… creando così dei vini emozionanti, che racchiudono al loro interno antico e nuovo, memoria e futuro.

La vigna a riposo

E’ Gennaio, l’inizio del nuovo anno… Questo è un mese di riposo per la vite, come sa la famiglia di Gaspare, che fa del rispetto e della passione per il terroir uno dei suoi principali valori.

Il periodo di riposo va dalla fine della vendemmia fino al risveglio primaverile: infatti la pianta sembra addormentata, anche se in realtà sta preparando il proprio organismo al successivo periodo, che la vedrà protagonista e impegnata a dare vita ai suoi frutti.

La lavorazione all’interno della vigna è rallentata, ma questo non vuol dire che i lavori non siano importanti alla preparazione del ciclo successivo: i coltivatori sono impegnati a fare dei piccoli interventi di manutenzione della vigna, come la pulitura, il rivoltamento del terreno e la potatura: quest’ultima avviene in modo tale da togliere i rami vecchi, che potrebbero essere di impedimento alla creazione dei nuovi… una bella metafora per i propositi che accompagnano solitamente questo mese, e noi Coltivatori di Emozioni sappiamo che il nuovo anno vedrà ancora la famiglia Di Prima impegnata come il precedente a migliorarsi e a promuovere la ricchezza della propria terra, rispettando le fasi naturali del suo ciclo produttivo e portando alla luce dei grandi vini con l’ingrediente più importante di tutte: l’amore per il territorio.

Martina Ciabatti

Coltivatori di Emozioni

L’olio di Stefano

CIBI Magazine è una rivista dedicata all’agroalimentare che fa dell’informazione competente e di qualità il proprio obiettivo. Siamo andati insieme alla giornalista Marta, come lei stessa racconta in questo articolo, a trovare Stefano, il titolare della piccola azienda molisana che fa parte della nostra rete.

Grazie a Coltivatori di Emozioni scopriamo un’altra azienda agricola in cui qualità del prodotto, passione per la terra e responsabilità sociale si intrecciano naturalmente

Collaboriamo da un anno e oggi possiamo scrivere che i Coltivatori di Emozioni sono in sostanza dei talent scout. Talent scout del mondo agricolo. Viaggiare con loro attraverso il paese ci ha permesso di scoprire aziende uniche. Il fil rouge che le unisce è in realtà una treccia, nella quale sono stretti: la consapevolezza della propria importanza ambientale, l’impegno nella produzione di prodotti di qualità, il desiderio di contribuire a processi di integrazione sociale. Questi tre elementi sono i requisiti che i Coltivatori di Emozioni hanno stabilito per scegliere le realtà con le quali dare vita a un progetto ambizioso: una piattaforma di social farming, ovvero uno spazio web che avvicini il consumatore alla cultura ed alle attività agricole, permettendo a ognuno di noi di adottare specifici coltivi – ricevendone poi i prodotti – e così sostenere tradizioni rurali, tutelare il paesaggio, recuperare i terreni incolti, aiutare l’inserimento e reinserimento lavorativo.

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Menconico valorizza il suo territorio insieme a Coltivatori di Emozioni

È tempo di festeggiamenti: il nuovo anno è arrivato e si è portato via il precedente, e noi Coltivatori di Emozioni speriamo che le festività siano state all’insegna della vicinanza ai propri cari e ai valori più essenziali: quelli che riportano alle nostre radici. 

C’è un posto, lontano dal caos cittadino, che nel 2019 diventerà emblema proprio di questi valori: vogliamo raccontare la storia di un territorio in cui il recupero della tradizione si sposa con l’innovazione e l’iniziativa comunitaria, per raggiungere il fine più nobile di tutti… quello di preservare la nostra terra e i suoi incredibili frutti.

Menconico: il pozzo di oro segreto

Il posto di cui stiamo parlando è Menconico, un comune dell’Oltrepo’ Pavese che si arrocca nella zona montuosa della regione, nella valle Staffora; Menconico, e più generalmente tutta la provincia di Pavia, è una delle zone con più ampia produzione di tartufo nero, un regalo prezioso che si nasconde sotto terra e che arricchisce i nostri pasti col suo sapore e profumo inconfondibile.

Menconico, insieme a tutta la zona montuosa circostante, è un pozzo di oro segreto, ma purtroppo è anche il meno conosciuto. Questo avviene perché il tartufo, nonostante sia il prodotto più pregiato raccolto, non valorizza il territorio in quanto viene acquistato in loco per poi essere rivenduto come tartufo con altre denominazioni più famose e facilmente riconoscibili all’occhio del consumatore, sminuendo così la vera provenienza e la vera forza di un territorio che produce un prodotto egualmente pregiato, ma con meno notorietà.

Il progetto di valorizzazione

Per far sì che il tartufo della valle Staffora e Tidone sia finalmente commercializzato con la sua reale provenienza, e che al comune di Menconico e a tutte le aree di raccolta interne venga riconosciuto il giusto merito, è stato ideato e messo in piedi un progetto che Coltivatori abbraccia e sostiene, e di cui si fa principale promotore.

Il progetto in questione prevede la valorizzazione del prodotto (il tartufo) creando un apposito marchio, il ‘Tartufo dell’Oltrepo’; il tartufo verrà trasformato in loco e verrà utilizzato per realizzare prodotti innovativi e competitivi, i quali saranno in grado di soddisfare la domanda di mercato sia nazionale che estera.

La vista sulla valle Staffora, dove si affaccia Menconico

Questo progetto ha importanti conseguenze sul territorio della zona: infatti la ripresa della coltivazione di tartufaie permetterà il recupero di terreni incolti e precedentemente abbandonati; questo avrà sicuramente un forte e importante impatto ambientale.

Non solo: le opere di conduzione del vivaio e delle tartufaie accresceranno l’occupazione della zona, contrastando il rischio di abbandono di territori e aumentando il numero di giovani che potranno lavorare e quindi vivere in montagna.

Infine, ultimo non per importanza, il territorio vedrà un aumento di redditività e verrà finalmente valorizzato con il suo miglior prodotto.

I comuni sui quali il progetto in questione avrà più conseguenze sono quelli più a rischio, ovvero quelli montani dove la maggioranza dei terreni sono incolti e abbandonati, come Menconico, Santa Margherita, Brallo, Romagnese, Zavattarello, Varzi, Valverde… tutti si trovano nella provincia di Pavia.

Coltivatori di Emozioni e Menconico

La storia di Menconico e della comunità montana è un esempio di rinascita, iniziativa e recupero della tradizione più vera, ed è un emblema di quello che Coltivatori di Emozioni vuole raggiungere sia attraverso la rete di aziende agricole del territorio italiano sia attraverso iniziative come questa.

A dimostrazione che guardare lontano, a volte, significa solo soffermarsi sulla propria terra.

Martina Ciabatti

Coltivatori di Emozioni