Il paesaggio di Pasquale

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Un viaggio al sud per scoprire un paradiso agricolo. I nostri Coltivatori di Emozioni ci portano a casa, in Puglia

 Andiamo a scoprire le terre natie del progetto che da 3 anni si impegna per salvaguardare le tradizioni rurali del nostro Paese, aiutare processi di inserimento lavorativo, avvicinare il consumatore alla cultura agroalimentare. E così conosciamo un’altra azienda agricola “stellata”. Sono infatti chiarissime anche qui la consapevolezza della propria importanza ambientale, l’impegno nella produzione di qualità, il desiderio di contribuire a processi di innovazione agricola e integrazione sociale.

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CRESME: la ricerca a sostegno del territorio

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L’azienda

L’azienda CRESME è uno dei nostri principali sponsor, che sostiene i nostri progetti dal 2016.

Si configura come il principale ente italiano di ricerca e di informazioni sul mercato edilizio nazionale, capace di mettere in contatto e informare i principali attori dell’industria edile tramite un’eccezionale rete tecnica di esperti.

Il CRESME sostiene la sostenibilità ambientale e il rispetto del territorio, che sono ormai temi imprescindibili che stanno profondamente cambiando l’edilizia.

Tramite le sue ricerche promuove efficienza energetica, sicurezza antisismica, riqualificazione e rigenerazione urbana.

 

L’adozione di CRESME in Puglia

E’ stato naturale quindi per noi Coltivatori conoscere e stabilire una partnership con un istituto che è pioniere della ricerca nella riqualificazione energetica e della sostenibilità ambientale in ambito edilizio.

Tramite noi Coltivatori, Cresme ha adottato a distanza due aziende agricole custodi della tradizione salentina, permettendo ai suoi dipendenti di fare un’esperienza unica e assaggiare il sapore autentico dell’olio, degli ortaggi e del miele pugliese.

Le aziende responsabili compiono gesti responsabili: Cresme ha sostenuto una realtà agricola, portando sulle tavole le eccellenze del patrimonio agro-alimentare della Puglia.

 

 

 

Martina Ciabatti

Coltivatori di Emozioni

Lo chef che coltiva Emozioni

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I nostri sostenitori

Abbiamo la fortuna di poter annoverare tra i nostri sostenitori una realtà moderna e polifunzionale come FOODLOFT, la Factory House del famoso chef Simone Rugiati.

Oltre ad essere uno degli chef più abili del settore, Simone Rugiati si configura come un professionista poliedrico (nella stessa misura del concept space che lo rappresenta) in continua evoluzione, con una passione per la cucina sostenibile che ha reso il nostro incontro una lunga storia di amicizia.

Quando i valori si incontrano…

Noi Coltivatori di Emozioni abbiamo riconosciuto nella sua cucina lo stesso valore che coltiviamo giorno dopo giorno, coltivazione dopo coltivazione: portare in tavolo prodotti naturali, provenienti da un’agricoltura sana e tradizionale, che rispetti i cicli naturali e la salute dell’ambiente e del consumatore.

Le sue parole d’ordine sono quelle che noi Coltivatori sentiamo da sempre al centro dei nostri progetti: stagionalità, rintracciabilità e km zero.

L’adozione di FOODLOFT

Abbiamo quindi unito le energie per perseguire lo scopo comune, permettendo a FOODLOFT di adottare due delle aziende agricole presenti nella rete di Coltivatori di Emozioni.

L’azienda agricola Guerrieri e l’azienda agricola S.A.I.L. hanno infatti potuto giovare del sostegno del team FOODLOFT, che tramite noi Coltivatori ha potuto sostenere la tradizione delle più antiche terre salentine.

 

Quando la passione per i valori autentici si incontra, non ci possono essere che finali a lieto fine.

 

Martina Ciabatti

Coltivatori di Emozioni

I Coltivatori di Emozioni del domani

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Trasmettere i valori

La nostra rete è composta da persone che vogliono trasmettere la loro passione per la terra e il loro amore per un mestiere nobile come l’agricoltore, il quale permette alle tradizioni italiane di un tempo di rinascere e di farsi conoscere in tutto il territorio.

Promotori di un’idea di agricoltura che abbraccia e preserva la tradizione ma che mira a un futuro di innovazione, abbiamo colto con entusiasmo l’opportunità di trasmettere questi valori attraverso un progetto che unisce noi Coltivatori di Emozioni e la scuola.

Il progetto

Lo scorso ottobre abbiamo infatti partecipato al progetto di potenziamento dell’alternanza scuola – lavoro insieme all’Istituto d’istruzione superiore Copertino.

Il progetto accresce le possibilità formative e professionali dei giovani, fornendo gli strumenti e le conoscenze adatte per rendere i ragazzi pronti al mondo del lavoro in un’ottica di rivalutazione territoriale e agricola.

Avvalendoci del ruolo di educatori e fornendo il nostro esempio come case history, abbiamo raccontato a una classe piena di giovani ragazzi quello in cui crediamo e i valori che promuoviamo: il recupero della tradizione, la valorizzazione del territorio e la creazione di una rete che condivide degli obiettivi comuni di sviluppo sostenibile del patrimonio agricolo italiano.

Insegnamenti

Gli studenti hanno poi rielaborato le conoscenze apprese e le hanno messe in atto, dando sfogo alla fantasia e creando tramite un lavoro di gruppo un progetto di marketing territoriale e sharing economy.

Sono poi volati fino a Bruxelles, concludendo l’esperienza con la presentazione del modello di start up a vocazione ‘green’ alla Camera di Commercio Europea.

Siamo orgogliosi del lavoro che hanno portato a termine, consci che attraverso l’educazione possiamo formare coloro che si prenderanno cura della terra di domani, preservando i nostri valori come lo stiamo facendo noi ora.

Martina Ciabatti

Coltivatori di Emozioni

La tradizione di Luca

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I valori che si incontrano

Uno dei nostri valori più grandi è il recupero della tradizione più antica da parte delle nuove leve, per andare verso il futuro conservando la sapienza del passato.

Quindi siamo più che entusiasti quando accogliamo nella nostra rete realtà agricole come quella di Luca, che ha appreso le conoscenze e l’esperienza dai suoi nonni e le ha messe in pratica per costruire il suo sogno.

Il sogno di Luca

Il sogno di Luca è composto di dolci colline e distese di uliveti, nutrito dall’amore per la terra e dai consigli e le storie di chi l’ha cresciuto: come quella che parla del nonno ‘capoccione’, ovvero testardo, che per la nascita della figlia ha piantato un intero uliveto da cui proviene l’olio “Memma”, un monocultivar di oliva Rosciola.

Quando Luca ha finito il liceo ha quindi deciso di aprire l’azienda agricola di famiglia insieme ai suoi nonni, l’azienda “Luca Terenzi”.

Partire dalla tradizione, verso il futuro

Siamo andati a trovare Luca e dalle sue parole traspare tutta la passione per questa attività: “L’olivo è una pianta forte, rigorosa, ci devi crescere per capirlo…”.

Così come è forte la pianta da cui proviene, lo stesso si può dire dell’olio che produce, dal sapore deciso e inconfondibile.

La famiglia Terenzi vuole rivalorizzare insieme a noi un territorio che è stato a lungo bistrattato e svalutato, e che adesso merita di essere conosciuto per il suo pregio più grande: l’olio squisito che produce.

Luca vuole trasmettere con il nostro aiuto l’importanza affettiva che la sua terra ricopre per lui e la sua famiglia.

Perché l’olivo rappresenta la storia dei suoi nonni, e i nostri Coltivatori sanno quanto è importante continuare la tradizione guardando sempre al futuro.

 

Martina Ciabatti

Coltivatori di Emozioni