Il paesaggio di Pasquale

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Un viaggio al sud per scoprire un paradiso agricolo. I nostri Coltivatori di Emozioni ci portano a casa, in Puglia

 Andiamo a scoprire le terre natie del progetto che da 3 anni si impegna per salvaguardare le tradizioni rurali del nostro Paese, aiutare processi di inserimento lavorativo, avvicinare il consumatore alla cultura agroalimentare. E così conosciamo un’altra azienda agricola “stellata”. Sono infatti chiarissime anche qui la consapevolezza della propria importanza ambientale, l’impegno nella produzione di qualità, il desiderio di contribuire a processi di innovazione agricola e integrazione sociale.

 

 

A Novoli il periodo della potatura è speciale: i rami vengono tagliati e raccolti in fascine, che alimenteranno la grande “focara”, il focolare che brucia maestoso per una settimana in occasione della festa di S. Antonio, il 16 gennaio.

Una preziosa eredità
I bellissimi terreni di proprietà, gli studi di Agraria a Pisa, con la specializzazione in Tabacchicoltura e Viticoltura, e la voglia continua di migliorare e modernizzare la settecentesca azienda di famiglia: questo è Pasquale Guerrieri, un “Coltivatore di Emozioni”, che grazie alla sua attività agricola si prende cura ogni anno di ettari ed ettari di paesaggio pugliese.
Siamo a Novoli, vicino a Lecce, e qui Pasquale coltiva olivi, viti, alberi da frutta, grani spiccatamente meridionali e di alto valore proteico, giusti per il pane tipico del Salento.
Non solo produce, ma trasforma (un po’ di miele e poi marmellate di mele, albicocche, cotogne antiche, cotognata leccese) e commercializza, sia in punti vendita (uno è nel centro storico di Lecce; Pasquale aderisce a un consorzio che propone prodotti di nicchia), sia online (così i prodotti volano spesso in tutta Italia, in Francia, Austria, Germania).
Un altro ottimo strumento per far scoprire la bontà dei prodotti di Pasquale è il Bed&Breakfast Il Giardino di Anna Maria gestito dalla moglie: niente di meglio che assaggiare per non dimenticare unicità e qualità.

 

 

 

Accanto ai filari dei vigneti Pasquale ha piantato rose francesi, piante “sentinelle”: le rose, infatti, lo avvertono con anticipo dell’eventuale attacco dell’oidio, un fungo dannoso per gli acini dell’uva.

Piccole produzioni, grande qualità
L’innovazione più importante introdotta, ci racconta Pasquale, è la meccanizzazione nei vigneti, che ha permesso di offrire un buon prodotto a prezzi di mercato. I vini che produce, imbottigliati non prima della fine di marzo, sono Primitivo, ottenuto a partire da innesti di una cultivar dell’Ottocento, Negroamaro IGP e biologico, e piccole quantità di Moscato del Salento, molto particolare. Il Moscato di Pasquale nasce da ceppi che appartengono alla famiglia da 2 secoli: si tratta, quindi, di varietà antiche, selezionate e portate avanti con cura, che danno produzioni limitate, ma di altissimo valore.

Vorrei assaggiare tutto e stamattina partirei dall’olio, che mi spiega essere lavorato come si faceva un tempo, e non filtrato. Voi?

Marta Pietroboni
marta.pietroboni@cibiexpo.it

 

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