POMODORI SALENTINI PER UNA PASSATA A KM 0

, ,

Il Salento è una terra che ci è cara per molte ragioni: vede i natali del nostro progetto e ad oggi accoglie molte realtà presenti nella rete di piccoli produttori.

Come potrebbe essere altrimenti, data la moltitudine di prodotti agricoli di qualità che fanno parte della tradizione salentina?

Lo sanno bene Angelo e Marcello che raccolgono i frutti freschi dell’orto per creare sughi e confetture, unendo la freschezza e la genuinità del prodotto appena raccolto alle ricette tradizionali e buonissime delle nonne salentine.

Stiamo parlando di pomodori, peperoni, peperoncini, melanzane, papaveri, lampascioni, rape, cicorie e cardi selvatici, che sprigionano un tripudio di sapori e sono lavorati il giorno dopo la raccolta.

La stagionalità è la parola d’ordine. Infatti proprio in questi giorni i nostri esperti agricoltori stanno lavorando su una passata di sugo di pomodoro a km 0. Che bontà!

Per adottare la loro piccola impresa agricola basta andare sul nostro sito e scegliere il cofanetto che più ci appassiona.

Sostenere un campo di ortaggi per tramandare la tradizione è importante. Le ricette di una volta sono preziose e non devono essere dimenticate!

Regalare una tradizione agricola? Significa donare un territorio intero

, ,

La natura ci regala tanti frutti e noi siamo qui per sostenere chi se ne prende cura con pazienza e duro lavoro. La terra coltivata con passione e con metodi naturali dona prodotti genuini, simbolo del nostro territorio e delle nostre tradizioni agricole.

Contiamo all’interno del nostro network tanti piccoli produttori che rappresentano regione per regione l’agricoltura italiana. Tramite la nostra piattaforma le aziende possono contribuire alla nascita e crescita di diverse coltivazioni… adottando una vigna di Nero d’Avola a Sambuca di Sicilia, un campo di grano a Monte San Pietro in Emilia, una limonaia in Costiera Amalfitana, un uliveto nel Salento e, perché no? Un alveare sui Colli Vicentini.

Sono quindi tante e sempre in crescita le colture tipiche che vengono valorizzate tramite l’adozione a distanza, un gesto nobile fatto in nome nella natura, della sostenibilità e del territorio. E di chi lo riceve! Insieme a noi è infatti possibile fare un regalo con risvolti positivi per tutti, soprattutto per il territorio.

Regalare la natura significa far scoprire e far assaporare a clienti, dipendenti o amici dei prodotti regionali tipici, coltivati con la sapienza contadina di una volta e senza l’utilizzo di tecniche di coltura intensiva. Significa dimostrare il proprio sostegno alle microeconomie locali e fare in modo che chi ci sta intorno sia testimone e fruitore di questo processo virtuoso, promuovendo il proprio operato sostenibile durante convegni, istituzioni ed eventi. Significa promuovere un approccio di sviluppo sostenibile e di recupero della tradizione e del territorio e dedicarlo a qualcuno di speciale.

Regalare la natura significa questo e molto di più, significa regalare la storia di un territorio.

Siamo orgogliosi dei partner che scelgono noi per donare un mondo più sostenibile a tutte le generazioni future.

La collaborazione con Staff&Call: un percorso condiviso di etica e CSR

, ,

La collaborazione con le nostre aziende partner ci conduce sempre all’arricchimento reciproco in termini di know-how, competenze, skills ed etica lavorativa.

Quello che abbiamo imparato da Staff&Call è che tempismo, costanza ed efficienza sono l’ABC di ogni buon progetto lavorativo e che la loro è una realtà che concentra i suoi sforzi su questi tre punti cardinali.

Il loro impegno si ingrandisce toccando anche la sfera di responsabilità sociale d’impresa: prima contribuendo alla creazione del Welfare Index 2019, uno studio che indaga l’interesse delle Piccole Medie Imprese italiane verso il tema della sostenibilità sociale e che valuta l’implementazione delle buone pratiche aziendali rivolte ai dipendenti e al contesto in cui gli stessi operano.

Poi contribuendo in prima persona alla creazione di percorsi di CSR insieme a Coltivatori di Emozioni. Infatti Staff&Call sostiene il nostro network fatto di piccoli produttori agricoli e promuove le microeconomie locali, lo sviluppo rurale del territorio Italiano e la protezione ambientale tramite tecniche di agricoltura a ridotto impatto ambientale e di emissioni. Un approccio integrale che struttura un cambiamento “interno” (benessere delle risorse umane e gestione aziendale improntata al welfare) e un cambiamento “esterno” per quanto riguarda il supporto a comunità locali, territorio ed ambiente grazie a Coltivatori di Emozioni.

 

Grazie alle nostre aziende sponsor riusciamo a proteggere la tradizione, il territorio e l’ambiente!

Fioritura, allegagione e… olive! Le attività nell’uliveto di Luca in estate

, ,

Luca è un giovane agricoltore e crede che la coltivazione della terra sia un modo per prendersi cura del nostro pianeta. Un’attività nobile che porta avanti tutti i giorni con costanza nel proprio uliveto, portando a termine tutti i piccoli lavori prima della maturazione e raccolta delle olive.

Il periodo estivo, anche se meno ricco di avvenimenti importanti per la pianta d’ulivo rispetto al periodo autunnale, richiede comunque le attenzioni dell’agricoltore. Noi abbiamo chiesto a Luca di raccontarci cosa è successo in questi mesi nel suo uliveto.

Nel mese di giugno è avvenuta la fioritura degli olivi, quando i piccoli fiorellini bianchi sono spuntati sui rami degli ulivi. La fase di fioritura è molto delicata, infatti le condizioni climatiche avverse potrebbero danneggiare la corretta allegagione, ovvero la fruttificazione. La percentuale di fiori che porta a compimento l’allegagione è in realtà molto bassa, generalmente il 2%.

Dopo la fioritura e l’allegagione, i frutti maturano fino al momento del raccolto. Una fase in cui deve esserci la giusta dose di idratazione: per questo motivo è importante la trinciatura dell’erba del campo, che insieme ai residui di potatura crea uno strato protettivo dall’eccessivo surriscaldamento e mantiene costante l’idratazione del terreno.

Tutte le cure che Luca dedica all’ulivo contribuiscono a un buon raccolto in autunno, che a sua volta porterà alla produzione di un ottimo olio!

Profumi Amalfitani dalla Costiera

, ,

Uno dei nostri valori più grandi è la tradizione al servizio dell’innovazione. Non potevamo chiedere di meglio quando abbiamo incontrato Alfonso, un giovane agricoltore che coltiva sogni nella bellissima cornice della Costiera Amalfitana.

Il suo spirito innovativo l’ha condotto verso una coltura esotica come il peperoncino, le cui diverse specie regalano dei sapori forti e piccanti, adatti all’arricchimento di tutti quei prodotti che sono invece originari della terra di Alfonso, la Costiera. Ricca di profumi, salse, conserve e piatti della tradizione, la Campania è calda e vivace come la polvere di habanero e viene esaltata in tutte le sue forme.

Quando saliamo e scendiamo lungo le strade della Costiera notiamo i bellissimi terrazzamenti sui quali vengono coltivati i limoneti, in una sorta di agricoltura eroica: infatti non arrivano macchinari ad aiutare l’uomo nella lavorazione e nella coltivazione, tutto deve essere fatto a mano. Un richiamo alla tradizione che produce dei frutti meravigliosi, nonostante il lavoro faticoso.

Anche Alfonso si prende cura di un limoneto, al cui interno crescono e maturano gli Sfusati, i caratteristici limoni della Costiera. Non sono come i limoni comuni, e lo riconosciamo a colpo d’occhio: sono più grossi e con la scorza rugosa; la vera differenza però sta nel sapore: aromatico, inconfondibile. La tecnica di coltivazione è rimasta la stessa da secoli: sui terrazzamenti, detti “macerine”, coperti da pali di legno di castagno durante l’inverno per proteggerli dal freddo.

Nell’antichità i limoni di Amalfi venivano utilizzati e commercializzati sia per la loro versatilità in cucina sia per la loro funzionalità nelle arti mediche. Oggi rimane comunque un prezioso alleato sia per la gastronomia sia per la salute, ma dona il meglio nella trasformazione in limoncello e distillato di limoni. Alfonso infatti si dedica sia alla produzione di Limoncello, sia alla più innovativa produzione di Distillato di Limoni in purezza. Confetture e marmellate fanno parte dei prodotti che portano al loro interno tradizione e sapori amalfitani.

Nonostante la storia secolare di questo agrume, la sua coltivazione e salvaguardia è sempre più incerta. Alfonso ci racconta le gioie e le difficoltà incontrate dalla maggior parte degli agricoltori che si prendono cura di un limoneto: dal profumo delle zagare, i fiori degli agrumeti, alla maturazione dei frutti dopo un anno intero di cure. Molti, dopo aver dedicato tanta fatica e lavoro alle proprie piante, rinunciano all’attività perché non riescono a recuperare i costi e i sacrifici spesi per la produzione di questa specie di limone.

Il rischio è quello che la coltura dello sfusato, seppure rappresenti un’eccellenza tradizionale del paese, venga abbandonato in nome di colture più adattabili e redditizie. Scongiurare questa ipotesi è una delle nostre priorità, così diamo l’opportunità ad aziende sponsor e utenti di adottare la tradizione del limone Amalfitano.

Come stanno le api de nostri coltivatori

, ,

Abbiamo chiesto ai nostri apicoltori come stanno le loro api dopo il calo produttivo dovuto alle avversità climatiche.

Due regioni distinte che però hanno un denominatore comune: entrambe accolgono al loro interno due apicoltori che si dedicano alla cura delle api e che credono in un processo produttivo scandito dai ritmi naturali. Stiamo parlando dei nostri coltivatori, i primi, dell’azienda Apiamoci, nel territorio vicentino e il secondo, Pasquale, nel Salento.

Ormai il termostato segna una temperatura molto alta, l’estate è arrivata con prepotenza e senza preavviso per tutta le regioni italiane. Non ci dimentichiamo però che questo caldo è stato preceduto da mesi di maltempo, piogge torrenziali e gelate atipiche per la stagione primaverile. Tutto questo non ha causato solamente scontento, ma anche dei gravi danni alla produzione italiana di miele.

Le api in questo periodo dovrebbero essere nel pieno della lavorazione, producendo il miele che verrebbe poi portato sulle nostre tavole… e invece faticano a portare a termine il ciclo produttivo a causa dei bruschi cambiamenti climatici delle scorse settimane. Il freddo e la pioggia hanno infatti impedito alla maggior parte delle api operaie di compiere il proprio dovere di ‘bottinatori’. Non sono riuscite a trovare abbastanza polline per nutrire il nido, e il meteo avverso ha causato frequentissimi episodi di sciamatura.

Le conseguenze si riversano sul miele dei piccoli produttori italiani, con rese molto basse e poche api che producono in quantità sufficienti solo alla sussistenza del nido.

Damiano, che si trova in provincia di Vicenza, ci descrive la difficile situazione apistica a livello nazionale e ci spiega che le api, in queste prime settimane di caldo, si stanno comportando come solitamente fanno nell’immediato termine dell’inverno: cominciando piano piano a lavorare e produrre, dopo il maggio gelido. Rimane la speranza che nella seconda metà della stagione la situazione migliori e che il tempo non giochi brutti scherzi: una temperatura calda senza essere torrida, accompagnata da qualche sporadica pioggia, sarebbe l’ideale.

In Puglia la situazione migliora, come ci racconta Pasquale: le api sono tornate al lavoro e la produzione di miele procede, nonostante qualche lieve intoppo dovuto soprattutto alle grandinate improvvise del mese scorso. Il millefiori è fortunatamente il raccolto che sta andando meglio.

Entrambi i nostri apicoltori sono stati messi alla prova dalla stagione avversa ma mantengono uno spirito di fiducia e positività. Le perdite non sono state ingenti e probabilmente renderanno più forti le future famiglie di api.

Questo è il momento per sostenere i piccoli produttori italiani che hanno lottato contro il maltempo e per aiutare le api rimaste a produrre il miele, un prodotto d’eccellenza italiana che merita di essere preservato. Tramite la nostra piattaforma tutti hanno la possibilità di contribuire a questo proposito, divenendo responsabili di un’arnia italiana attraverso la sua adozione a distanza: le api ringrazieranno.

Cascina Bosco, l’oasi bio della Lomellina

, ,

Dopo aver lavorato per anni nell’azienda agricola di famiglia, Roberto Marinone decide di abbandonare l’agricoltura tradizionale per esplorare il mondo della coltivazione biologica. (…) così nasce Cascina Bosco Fornasara, la struttura green dedicata alla coltivazione “rispettosa” e di qualità.


Continua a leggere su CIBI Expo.

 

Un Convegno sostenibile: Europump 2019

, ,

Assopompe, in occasione dell’annuale Meeting Internazionale Europump, adotta a distanza le coltivazioni tipiche italiane

I prodotti dei nostri piccoli agricoltori varcano i confini nazionali e volano nelle case di tutta Europa, testimoni che l’eccellenza italiana in campo agricolo e gastronomico viene sempre riconosciuta!

Abbiamo infatti partecipato insieme ad Assopompe, associazione italiana di produttori di pompe industriali, al convegno annuale di Europump 2019 tenutosi a Napoli.

Europump è un’associazione europea fondata nel 1960. Rappresenta 17 Associazioni Nazionali in 14 stati europei, Turchia, Russia e Svizzera e più di 450 aziende che contano complessivamente più di 100.000 dipendenti, tutte impegnate nella produzione di pompe industriali.

In occasione del convegno di Napoli, Assopompe decide di omaggiare i membri dell’associazione presenti, provenienti da tutti i paesi d’Europa, con i nostri cofanetti sostenibili. I responsabili e rappresentanti delle aziende internazionali hanno trovato all’interno del nostro cofanetto il nostro certificato di adozione e tre prodotti simbolo dell’agricoltura italiana: il riso Carnaroli proveniente dalle risaie pavesi, il miele di acacia delle arnie vicentine e il Nero d’Avola delle cantine di Sambuca di Sicilia.

Un gesto che ha permesso ad Assopompe di promuovere le tradizioni italiane oltre i confini nazionali, di comunicare il proprio impegno territoriale e di fare un duplice regalo: uno ai suoi invitati con il cofanetto di Coltivatori di Emozioni, e uno ai piccoli produttori agricoli che hanno visto il frutto del loro duro lavoro entrare nelle case europee, tramandando la tradizione in tutto il mondo.

Tartufo estivo: tempo di scorzone!

, ,

Le temperature si alzano anche tra i monti dell’Oltrepo’: è tempo di tartufi.

Si chiama ‘Scorzone’, il nome più comune per definire la varietà di tartufo nero che viene raccolta dalla primavera all’autunno. Viene considerato meno pregiato del suo parente Tartufo Nero ma non per questo deve essere considerato meno buono. E’ infatti un tartufo aromatico dall’aspetto caratteristico: ha un peridio molto spesso, nero e irregolare e un profumo con note di porcino e nocciola che lo rendono adatto a molte preparazioni in cucina.

Le tartufaie di Menconico sono terreno fertile per questa varietà; i nostri coltivatori iniziano a percorrere i boschi del Monte Penice accompagnati dai loro cani, cercando lo Scorzone. Lo faranno fino ad autunno, quando la ricerca virerà invece su varietà di tartufi più pregiati.

Lo Scorzone fa parte della tradizione popolare dei tartufai, ed è importante per Coltivatori di Emozioni valorizzare tutto il patrimonio agricolo che costruisce la storia di un territorio: l’Oltrepo’ Pavese.

Comunicare il proprio impegno territoriale insieme a Coltivatori di Emozioni

, ,

Abbiamo accompagnato Masi Communication, sponsor responsabile del nostro progetto, alla fiera Macfrut 2019 tenutasi a Rimini

Le realtà aziendali sponsor ci accompagnano nel nostro percorso di sostegno territoriale ai piccoli produttori agricoli, adottando a distanza le loro coltivazioni tipiche. Contribuiscono così a tutti i processi produttivi di un terreno dedito all’agricoltura: dalla semina al raccolto e produzione di miele, riso, vino, olio …e tutte le specialità regionali presenti nel nostro network.

La vocazione alla sostenibilità e all’impegno nei confronti del territorio e delle tradizioni agricole è il denominatore comune delle aziende che decidono di impegnarsi nel nostro progetto. Noi diamo loro la possibilità di realizzare obiettivi green e di raccontare il loro impegno sociale.

Lo abbiamo fatto in occasione della fiera ortofrutticola Macfrut, svoltasi a Rimini l’8-9-10 maggio. Eravamo presenti a fianco del nostro partner Masi Communication, operante nel settore della logistica ma anche attivo nella salvaguardia dei territori italiani in Salento con l’adozione a distanza di arnie pugliesi, nel Beneventano con l’adozione di uno zafferaneto e a Monte San Pietro con l’adozione del grano Terminillo.

Visitando lo stand della fiera, clienti e colleghi hanno avuto l’occasione di vedere un angolo di sostenibilità e di assaggiare il sapore tradizionale dei prodotti che Masi Communication ha sostenuto a distanza. Promuovendo e raccontando insieme a noi la propria attività sostenibile, espandendo la rete virtuosa a tutti gli stakeholders presenti, con ricadute positive su immagine e reputazione aziendale.

Gesti sostenibili che devono essere raccontati perché siano d’esempio e ispirazione a tutti.