Coltivare emozioni per raccogliere i frutti migliori del futuro

Cibi Magazine è una rivista che ha come scopo quello di informare tutti sul mondo agroalimentare, nasce per rispondere alle domande, ai dubbi, alle curiosità dei consumatori. 

Sono bastate due passioni a Paolo Galloso, quella per la natura e quella per il nostro Paese, per dare vita nel 2016 a un progetto tanto digitale quanto tangibile come Coltivatori di Emozioni: una piattaforma che permette di scoprire e adottare coltivi tipici italiani, contribuendo a promuovere il rilancio del nostro sistema agroalimentare.

Continua a leggere l’articolo qui.

SAIL farm: un sogno condiviso

, ,

La filosofia produttiva di SAIL

Ci troviamo ancora una volta a volgere lo sguardo verso la meravigliosa terra salentina, questa volta però senza soffermarci sui filari di antichi uliveti e sulle distese di vigneti, simboli indiscussi del patrimonio agricolo pugliese.

La realtà che coltiva emozioni e di cui vogliamo parlarvi oggi affonda sì le radici della tradizione nel cuore del Salento, ma ha si inserisce al suo interno con brillante originalità. Infatti, S.A.I.L. (Società Agricola Innovativa Leccese) srl ha come filosofia produttiva l’utilizzo esclusivo di varietà orticole locali e tipiche della zona per la loro maturazione in prodotti trasformati.

I prodotti genuini e salutari

Gli ortaggi freschi vengono scelti e trasformati il giorno stesso della raccolta da Marcello e Angelo, i quali si assicurano di selezionare esclusivamente prodotti reperiti localmente da agricoltori che hanno custodito e tramandato in maniera del tutto naturale popolazioni locali dal sapore e dal valore nutrizionale unico.

I prodotti che l’azienda lavora e trasforma in ottimi sughi e confetture sono molti, tra cui pomodori, peperoni, peperoncino,  melanzane, rape, cicorie, lampascioni, cardi selvatici e paparine.

I fattori chiave che guidano la scelta di SAIL farm per gli ortaggi migliori sono l’autenticità e appartenenza alla tradizione culinaria salentina, ma anche alle qualità nutrizionali e alle proprietà benefiche di alcuni prodotti. Infatti il cardo selvatico possiede delle proprietà benefiche e salutistiche che proteggono il fegato dalle patologie e dalle tossine, il papavero aiuta da secoli a combattere i disturbi del sonno e i pomodori sono ricchi di antiossidanti.

Condividere i valori

La sinergia tra Coltivatori di Emozioni e SAIL è lampante, e non ci sorprende che i nostri agricoltori si siano inseriti perfettamente nella nostra rete ricevendo già da subito supporto attraverso l’adozione delle piante di paparine e lampascioni da parte del nostro sponsor FOODLOFT.

La loro missione è quella di proporre al consumatore finale un’esperienza territoriale che riporti il consumatore un sapore genuino e tradizionale, ma soprattutto quello di valorizzare insieme a noi il territorio che amano e che rispettano.

Vogliamo quindi aiutarli per portare a compimento il loro sogno, con la convinzione che insieme diventerà realtà.

L’olio di Stefano

CIBI Magazine è una rivista dedicata all’agroalimentare che fa dell’informazione competente e di qualità il proprio obiettivo. Siamo andati insieme alla giornalista Marta, come lei stessa racconta in questo articolo, a trovare Stefano, il titolare della piccola azienda molisana che fa parte della nostra rete.

Grazie a Coltivatori di Emozioni scopriamo un’altra azienda agricola in cui qualità del prodotto, passione per la terra e responsabilità sociale si intrecciano naturalmente

Collaboriamo da un anno e oggi possiamo scrivere che i Coltivatori di Emozioni sono in sostanza dei talent scout. Talent scout del mondo agricolo. Viaggiare con loro attraverso il paese ci ha permesso di scoprire aziende uniche. Il fil rouge che le unisce è in realtà una treccia, nella quale sono stretti: la consapevolezza della propria importanza ambientale, l’impegno nella produzione di prodotti di qualità, il desiderio di contribuire a processi di integrazione sociale. Questi tre elementi sono i requisiti che i Coltivatori di Emozioni hanno stabilito per scegliere le realtà con le quali dare vita a un progetto ambizioso: una piattaforma di social farming, ovvero uno spazio web che avvicini il consumatore alla cultura ed alle attività agricole, permettendo a ognuno di noi di adottare specifici coltivi – ricevendone poi i prodotti – e così sostenere tradizioni rurali, tutelare il paesaggio, recuperare i terreni incolti, aiutare l’inserimento e reinserimento lavorativo.

Continua a leggere…

Menconico valorizza il suo territorio insieme a Coltivatori di Emozioni

È tempo di festeggiamenti: il nuovo anno è arrivato e si è portato via il precedente, e noi Coltivatori di Emozioni speriamo che le festività siano state all’insegna della vicinanza ai propri cari e ai valori più essenziali: quelli che riportano alle nostre radici. 

C’è un posto, lontano dal caos cittadino, che nel 2019 diventerà emblema proprio di questi valori: vogliamo raccontare la storia di un territorio in cui il recupero della tradizione si sposa con l’innovazione e l’iniziativa comunitaria, per raggiungere il fine più nobile di tutti… quello di preservare la nostra terra e i suoi incredibili frutti.

Menconico: il pozzo di oro segreto

Il posto di cui stiamo parlando è Menconico, un comune dell’Oltrepo’ Pavese che si arrocca nella zona montuosa della regione, nella valle Staffora; Menconico, e più generalmente tutta la provincia di Pavia, è una delle zone con più ampia produzione di tartufo nero, un regalo prezioso che si nasconde sotto terra e che arricchisce i nostri pasti col suo sapore e profumo inconfondibile.

Menconico, insieme a tutta la zona montuosa circostante, è un pozzo di oro segreto, ma purtroppo è anche il meno conosciuto. Questo avviene perché il tartufo, nonostante sia il prodotto più pregiato raccolto, non valorizza il territorio in quanto viene acquistato in loco per poi essere rivenduto come tartufo con altre denominazioni più famose e facilmente riconoscibili all’occhio del consumatore, sminuendo così la vera provenienza e la vera forza di un territorio che produce un prodotto egualmente pregiato, ma con meno notorietà.

Il progetto di valorizzazione

Per far sì che il tartufo della valle Staffora e Tidone sia finalmente commercializzato con la sua reale provenienza, e che al comune di Menconico e a tutte le aree di raccolta interne venga riconosciuto il giusto merito, è stato ideato e messo in piedi un progetto che Coltivatori abbraccia e sostiene, e di cui si fa principale promotore.

Il progetto in questione prevede la valorizzazione del prodotto (il tartufo) creando un apposito marchio, il ‘Tartufo dell’Oltrepo’; il tartufo verrà trasformato in loco e verrà utilizzato per realizzare prodotti innovativi e competitivi, i quali saranno in grado di soddisfare la domanda di mercato sia nazionale che estera.

La vista sulla valle Staffora, dove si affaccia Menconico

Questo progetto ha importanti conseguenze sul territorio della zona: infatti la ripresa della coltivazione di tartufaie permetterà il recupero di terreni incolti e precedentemente abbandonati; questo avrà sicuramente un forte e importante impatto ambientale.

Non solo: le opere di conduzione del vivaio e delle tartufaie accresceranno l’occupazione della zona, contrastando il rischio di abbandono di territori e aumentando il numero di giovani che potranno lavorare e quindi vivere in montagna.

Infine, ultimo non per importanza, il territorio vedrà un aumento di redditività e verrà finalmente valorizzato con il suo miglior prodotto.

I comuni sui quali il progetto in questione avrà più conseguenze sono quelli più a rischio, ovvero quelli montani dove la maggioranza dei terreni sono incolti e abbandonati, come Menconico, Santa Margherita, Brallo, Romagnese, Zavattarello, Varzi, Valverde… tutti si trovano nella provincia di Pavia.

Coltivatori di Emozioni e Menconico

La storia di Menconico e della comunità montana è un esempio di rinascita, iniziativa e recupero della tradizione più vera, ed è un emblema di quello che Coltivatori di Emozioni vuole raggiungere sia attraverso la rete di aziende agricole del territorio italiano sia attraverso iniziative come questa.

A dimostrazione che guardare lontano, a volte, significa solo soffermarsi sulla propria terra.

Martina Ciabatti

Coltivatori di Emozioni