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STORIA E CULTURA NEI CHICCHI DEI GRANI ANTICHI

Negli anni Settanta del Novecento il rapido sviluppo dell’industria e la crescita della domanda, hanno fatto dimenticare i cosiddetti “grani antichi”.

Per grani antichi si intendo tutte quelle di frumento, all’incirca cinquanta, messe in secondo a favore di tipologie facili da lavorare e con precisi valori nutrizionali.

Tuttavia una domanda più attenta ai processi di produzione ed alla storia dei prodotti, ha riportato all’attenzione queste varietà.

 

Perché sono stati riscoperti?

E’ opinione di molti che i grani antichi siano più salutari.

Infatti non solo vengono coltivati senza l’uso di fertilizzanti chimici ma anche, data una diffusione più ridotta, sono lavorati in una filiera artigianale. Un processo lento che ne mantiene inalterate le qualità nutritive.

Inoltre, il basso contenuto di glutine, li rende digeribili e previene le intolleranze collegate al suo consumo.

Ciò che conta di più, però, sono i sapori unici di questi grani, diversi l’uno da l’altro e distinguibili dai loro profumi.

 

Il profeta di Niscemi

La Sicilia, grazie alle sue eccezionali condizioni climatiche, racchiude in sé tutte le particolarità del Mediterraneo. Fu granaio per i romani e rimane ancora oggi un punto di riferimento nella produzione.

Scrivendo di grani antichi, Coltivatori di Emozioni, ha un riferimento importante, ovvero Marco.

L’Azienda Agricola Profeta si trova a Niscemi, un angolo di Sicilia intrisa di storia e bellezza.

Qui ha proseguito l’attività di famiglia, impegnandosi con passione nella riscoperta del patrimonio di conoscenze legati ai grani antichi.

 

I grani antichi di Marco

Fra le numerose varietà di grani antichi, Marco produce quattro varietà fondamentali:

Timilia: uno dei grani storici siciliani, una garanzia per i coltivatori data dalla sua rapida crescita e alla sua resistenza alle malattie. La sua farina dal colore scuro è riconoscibile ed ampiamente diffusa in molte miscele di pani tipici.

Senatore Cappelli: una delle tipologie più note e lega il suo nome al marchese Raffaelle Cappelli, senatore del Regno d’Italia. Arrivò in Sicilia nei primi decenni del Novecento e divenne ben presto nota per la preparazione della pasta.

Maiorca: uno dei pochi grani teneri siciliani, con una qualità che lo ha reso fra i più ricercati per la produzione di prodotti da forno.

Perciasacchi: noto da secoli nella produzione siciliana; la sua farina, facile da lavorare, lo rende una scelta ottimale per pasta e prodotti da forno.

 

Adotta la tradizione di Marco per assaporare tutta la storia e la cultura che racchiusa in un semplice chicco di grano.

 

 

di Andrea Faggiano I 28 aprile 2020