Coltiviamo emozioni
Coltivatori di Emozioni: rigenerare i territori, riqualificare gli spazi, rilanciare le comunità

Coltivatori di Emozioni: rigenerare i territori, riqualificare gli spazi, rilanciare le comunità

Se sei un’associazione, un ente pubblico o semplicemente un cittadino che vuole fare qualcosa di concreto per un borgo italiano che rischia l’abbandono, contatta il team di Coltivatori di Emozioni per sapere come supportare il tuo progetto.

Molti dei borghi italiani rischiano di sparire. È l’allarme lanciato già lo scorso anno dall’Istat che ha contato oltre tremila borghi a rischio abbandono.

I borghi: luoghi ricchi di storia e di fascino che andranno persi per sempre se non si interviene subito.

In questo, la pandemia qualcosa l’ha fatta, rendendo ancora più tangibile quell’impalpabile necessità di vivere in spazi che ricarichino di serenità.

E così ci siamo accorti che le distanze non erano più il problema ma la soluzione; che i luoghi ideali per lavorare in smart working erano i piccoli borghi e che vivere i momenti di relax camminando tra le stradine o andando in bici sui percorsi rurali era quell’equilibrio di cui la vita in città ci aveva privati.

Borghi da salvare: seminare idee, raccogliere soluzioni

Coltivatori di Emozioni, insieme alla propria community, attenti alla sostenibilità ambientale, alla salvaguardia delle tradizioni rurali e impegnati nella lotta ai cambiamenti climatici, lancia un progetto legato al recupero dei borghi a rischio abbandono.

Oggi, grazie anche alle risorse messe a disposizione dal PNRR, i territori hanno la possibilità di giocarsi una carta importante: utilizzare i fondi europei per ripensare quei piccoli borghi che non sono riusciti ad avere voce in questi ultimi anni e le cui esigenze sono state il più delle volte trascurate.

La rete di Coltivatori di Emozioni si mette, dunque, al servizio di enti, associazioni, imprese e privati cittadini per seminare idee e raccogliere progetti che diventino soluzioni.

La problematica evidenziata da Istat è, di fatto, molto più grave di quanto si possa immaginare in quanto con i borghi sono destinati a scomparire centinaia e centinaia di piccole aziende agricole e con esse buona parte dei prodotti dell’agroalimentare italiano.

A rischio anche le produzioni agroalimentari

L’allarme in questo caso viene da Coldiretti secondo cui la crisi del turismo dovuta alla pandemia da Covid-19 ha avuto ripercussioni importanti soprattutto sugli agricoltori che abitano nei borghi piccoli o piccolissimi.

Pur legati alle tradizioni agricole dei propri territori, molti agricoltori con aziende agricole a gestione familiare, hanno fatto fatica a collocare sui mercati (senza turismo, spesso inesistenti) i propri prodotti.

Le stime parlano di oltre 5mila prodotti alimentari tradizionali dei borghi italiani a rischio.

L’Italia, un paese dalle mille risorse e dalle infinite ricchezze

Sono questi i motivi che hanno spinto Coltivatori di Emozioni verso un impegno sempre maggiore. Ognuno di noi, del resto, dovrebbe sentire la ‘chiamata alle armi’ in questa corsa contro il tempo.

Mettiamo insieme energie, idee, progetti, sogni e speranze. Da soli, gli obiettivi si conquistano a fatica ma insieme si possono compiere meraviglie.

L’Italia è un paese con infinite risorse e dalle bellezze paesaggistiche, artistiche, culturali e gastronomiche che tutto il mondo ci invidia. E sono i nostri borghi ad impreziosire l’intero territorio italiano.

Custodirli, dare ad essi nuova vita e alle comunità resilienti, nuove speranze, è il nostro impegno per il futuro.

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