Coltiviamo emozioni
Ti presento: | Matteo Azienda Agricola Clorofilla

Ti presento: | Matteo Azienda Agricola Clorofilla

Ti presento: Matteo | Azienda Agricola Clorofilla

Situata a 300 metri sul livello del mare, fra le valli del Savio e dell’Uso, Clorofilla nasce nel 1990: una piccola cooperativa familiare con lo scopo di dar vita ad un’azienda agricola innovativa. Una rete di aggregazione, dove imprenditori giovani e con esperienza collaborano per il sano progresso dell’agricoltura. 

Da azienda agricola dedita all’allevamento e alla coltivazione della terra, dal 2001 la cooperativa ha assunto una fisionomia marcatamente multifunzionale ed eco-sostenibile, attraverso lo sfruttamento dell’energia rinnovabile. Ad oggi l’azienda gestisce 220 ettari di terreno (130 di superficie agricola utilizzabile) di cui anche un bosco, coltivati con metodo biologico e certificato dal 1996. Le colture presenti sono il girasole, il foraggio, il mais, il grano, il sorgo, l’orzo, le erbe officinali e la vite. L’allevamento invece si compone di circa 40 vacche romagnole, 30 pecore appenniniche, un centinaio di capre camosciate. “Maciniamo le nostre farine solo con un mulino a pietra; produciamo l’olio di semi di girasole in collaborazione con un’azienda padovana; realizziamo formaggio di capra che vendiamo alla grande distribuzione attraverso la Centrale del latte di zona. Ma il fiore all’occhiello è il nostro agriturismo – racconta Matteo Pagliarani – Il mezzo migliore per far capire come funziona il mondo agricolo.” 

Matteo Pagliarani racchiude in sé lo spirito propositivo e appassionato della  Cooperativa familiare “Clorofilla”. Segue personalmente le attività turistiche dell’azienda, facendo incontrare il lavoro agricolo con i visitatori dell’agriturismo. È il coordinatore di Agia-Cia Romagna e formatore professionale per il settore agrituristico. Autore del libro “Non volevo fare il contadino”, da tempo porta avanti il suo progetto di sensibilizzazione, dedicato alla riscoperta e valorizzazione del settore agricolo, soprattutto tra le nuove generazioni.

“L’agricoltura deve tornare al centro del dibattito sociale, politico, culturale. Ma questo è possibile solo attraverso la conoscenza – commenta Matteo – oggi infatti non basta più coltivare il terreno, c’è bisogno di dibattito, confronto e formazione. Dove il settore primario è riuscito a creare valore aggiunto, il successo è tangibile. Lo si vede in regioni come il Trentino, la Toscana, la Valle d’Aosta, luoghi in cui la valorizzazione di quello che si produce, di come lo si fa e di dove la produzione avviene è l’obiettivo primario del territorio. La qualità della vita, la bellezza dei paesaggi, la ricchezza prodotta, tutto racconta impegno e rispetto per la terra. Le aziende agricole inoltre devono tornare ad essere ciò che erano: aziende sociali. Luoghi di comunità concretamente radicati nel proprio territorio, dove si coltiva il valore più bello: il valore umano. 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo si chiuderà in 0 secondi

Accedi

Questo si chiuderà in 0 secondi

[user_registration_form id="15185"]

Questo si chiuderà in 0 secondi

Accedi a Coltivatori di Emozioni


Questo si chiuderà in 0 secondi

    Questo si chiuderà in 0 secondi

    0
      0
      Carrello Adozioni
      Carrello vuoto!Ritorna a navigare
        Apply Coupon