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I borghi nella rete: Oratino e la tradizione del biologico

I borghi nella rete: Oratino e la tradizione del biologico

La nostra rubrica di Emozioni dai Borghi

La collaborazione tra Coltivatori di Emozioni e I Borghi più Belli d’Italia nasce per poter dare una voce a quei piccoli produttori italiani che trovano i questi luoghi l’origine delle loro peculiari produzioni.

Da sempre Coltivatori di Emozioni punta l’attenzione sulle piccole realtà agricole. Con determinazione, queste continuano a mantenere in vita le aree rurali con un approccio che guarda al presente, grazie a sistemi produttivi sostenibili e/o biologici.

Sostenendo questi agricoltori si ha modo di conoscere ‘a distanza’ non solo borghi meravigliosi, ma anche tradizioni agroalimentari poco conosciute che meritano di essere riscoperte.

Con l’augurio di poterle viverle da vicino non appena si potrà tornare a viaggiare!

Oratino tra buongusto e cultura

Se siete alla ricerca di un borgo in una regione spesso dimenticata, e proprio per questo calma, rilassante e pronta per essere riscoperta, è il momento di conoscere Oratino.

Isolato su una rupe, nella valle del Biferno, Oratino è un borgo dove la transumanza.

Lo spostamento delle greggi, in salita a maggio e di ritorno in settembre, ha percorso per secoli i suoi antichi tratturi.

La natura che circonda Oratino è aspra e dolce insieme, come ci ricorda la roccia circondata da mura di epoca sannita che segue la naturale conformazione della terra e delle sue valli.

L’arrivo ad Oratino può essere inoltre l’occasione per conoscere il Molise interno.

Da lì si può risalire il Biferno e portarsi nella provincia di Isernia per vedere il centro storico di Agnone, dove sono presenti molte opere di artisti oratinesi.

Ma Oratino è anche un paese dall’illustre passato dove mossero i primi passi numerosi artisti e uomini di ingegno.

Ad Oratino ogni sasso, ogni casa e ogni angolo cittadino è testimone della grandezza dell’arte che l’ha attraversato.

Alcuni portali, balconi e balaustre di dimore nobili come dell’interno delle chiese testimoniano il lavoro di grandi artisti.

Fabbri, pittori e vetrai delle scuole di Napoli hanno lasciato il loro eterno contributo in questo borgo.

Lasciando un segno indelebile nella storia.

Se amate il cinema non stenterete a riconoscere la Rocca di Oratino, poco distante dal borgo.

Nel 2004 è stata infatti scelta da Sergio Castellito per alcune scene del suo film Non ti muovere con Penelope Cruz girato proprio in Molise.

Un paese dove non ci si annoia

Oratino è un paese tranquillo ma nonostante tutto ricco di attività.

La vita all’interno del borgo è infatti scandita dai festeggiamenti di tutte le tradizioni che da innumerevoli anni vengono portate avanti dagli abitanti del luogo e che ogni anno attirano molti turisti.

Se scegliete di visitarlo in inverno infatti, la notte del 24 dicembre si trascorre la Vigilia celebrando La Faglia, una tra le tradizioni natalizie più antiche del Molise.

Questa tradizione è caratterizzata da un falò che rischiara tutta la valle e rappresenta un modo davvero magico di passare la notte di Natale.

Ma un altro falò si accende anche in occasione della festa di Sant’Antonio Abate.

In periodo di Quaresima si festeggerà la Z’ seca la Vecchia, una festa divertente con protagonisti attori comici che faranno improvvisazioni sui piaceri della vita.

L’estate è poi senz’altro il mese delle feste e delle sagre a Oratino.

Abbiamo la festa della mozzarella, della scamorza molisana, del caciocavallo, delle trecce, dell’olio extra vergine di oliva e dei salumi come la soppressata.

Ogni celebrazione di sagra viene accompagnata dal celebre Tintilia, un vino DOC ottenuto dall’omonimo vitigno, la cui produzione è consentita in Molise solo nelle provincie di Campobasso e Isernia.

Una grande tradizione gastronomica 

La Valle del Biferno è una zona caratterizzata da una grande e particolare tradizione gastronomica.

Tra i suoi piatti tipici ricordiamo la minestra di laganelle, piccole lasagne fatte a mano, e fagioli ma anche il cacio e ova con salsiccia, ossia un composto di formaggio di capra e uova cotto nel sugo di salsiaccia.

L’elemento principale delle coltivazioni della zona della val del Biferno sono però i legumi.

Sono per questi posti un elemento così fondamentale dell’alimentazione che il 17 gennaio, in onore del falò acceso per Sant’Antonio Abate,  si cucina delle lessate che hanno come basi di ingredienti ceci, cicerchie e grano.

Non dimentichiamoci però della soppressata e del caciocavallo che sono la base dell’offerta enogastronomica locale.

Ritorno alle tradizioni biologiche dei nostri avi

In questo allettante scenario descritto di di agricoltura e allevamento, ricco di pace, cultura e tradizioni, Giovanna D’aversa dell’ Azienda agricola Biosannio , porta avanti le sue coltivazioni.

La sua attività a conduzione familiare utilizza metodi di coltivazione biologici.

Da sempre Giovanna pone l’attenzione sui metodi di coltivazione che rispettano l’ambiente e la salute, e utilizza esclusivamente concimi organici privi di pesticidi ed erbicidi chimici.

Le sue colture di farro e di miele sono fonte di orgoglio per l’intera azienda agricola.

Adottare Giovanna, è solo il primo passo per un sostegno più grande che può ampliarsi a tutti gli agricoltori di una regione che vive difficoltà nell’essere riqualificata ma con prodotti unici.

Questi sono spesso coltivati in maniera biologica, come nel caso di Giovanna, e degni di essere fatti conoscere ad un pubblico su scala nazionale.

Riappropriamoci delle tradizioni dei nostri avi, riscopriamo il biologico, sosteniamo chi si impegna in questo tipo di coltivazioni e sosteniamo di conseguenza l’economia locale di uno dei Borghi più belli di Italia!

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