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Ti presento: |   Vittorio la Batata Patazù

Ti presento: | Vittorio la Batata Patazù

Ti presento: Vittorio | La Batata Patazù

La batata del Salento è una varietà autoctona che in quasi duecento anni di storia si è adattata al suolo ed al clima salentino, inconfondibile grazie al suo colore violaceo e la tenera polpa giallo paglierino. Era il 1842 quando due piccoli tuberi arrivarono in Terra d’Otranto dall’orto botanico di Napoli grazie a Gaetano Stella, agronomo del Regno delle due Sicilie, medico e naturalista e direttore dei giardini pubblici di Lecce. Custoditi in casa Stella furono messi a dimora in primavera per poi estrarre le prime radici tuberose il 24 novembre dello stesso anno. Da qui nasce la storia del tubero zuccherino a cui si lega quella della famiglia Gervasi.

Da oltre tre secoli la storia di questa famiglia è strettamente legata alle tradizioni agricole del Salento: terreni e sapori che di padre in figlio sono arrivati fino ad oggi per raccontare la terra di Puglia. Dopo anni in cui il batterio della Xylella ha distrutto intere distese di olivi secolari i fratelli Gervasi, Francesco e Vittorio, hanno scelto di convertire i terreni e accanto a grani antichi, mais antichi e zucche Hokkaido, hanno deciso di riprendere in mano la coltivazione di  un prodotto della tradizione locale: la patata zuccherina del Salento. “La batata zuccherina ha origini antichissime – racconta Vittorio –  e il comune di Melendugno era tra i maggiori produttori ed esportatori del tubero.  Grazie alle altissime proprietà nutritive che oggi la classificano come superfood, la batata è stato l’alimento principale in periodo di guerra ma con l’abbandono e lo spopolamento delle campagne, questa radice è stata dimenticata. Solo pochi contadini ne proseguirono la coltivazione, tramandando i tuberi. Così abbiamo deciso di riprenderne la coltivazione e dimostrarne l’eccellenza anche grazie a una serie di analisi condotte insieme all’Università del Salento. Coltiviamo questa varietà autoctona naturalmente senza uso di chimica di sintesi. La sua forma irregolare inoltre è data proprio dalla libertà che la pianta ha nel crescere e nell’adattarsi ai terreni molto pietrosi. 

Ci teniamo a chiamarla con la b e non con la p perchè è una varietà autoctona che non dev’essere assolutamente confusa con la patata normale. Le famiglie vegetali sono completamente diverse: mentre le patate tradizionali fanno parte della famiglia delle solanacee, le nostre patate zuccherine appartengono alla categoria delle convolvulaceae, tutt’altro tipo di prodotto in termini di proprietà nutrizionali. È un potente anti aging già a partire dalla buccia, ricca di antiossidanti. La polpa poi è ricca di minerali e vitamine e proprio per questo viene considerata un superfood indicato per gli atleti perché a lento rilascio di energia.

La sua versatilità inoltre è rinomata in cucina dove è possibile preparare un menù completo dall’antipasto fino al dolce.  

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